Seneca: «E io dovrei aver paura di morire, quando la terra muore prima di me?»

E io dovrei aver paura di morire, quando la terra muore prima di me, quando queste cose che ci scuotono sono a loro volta scosse e non possono fare del male a noi senza farne a se stesse? Il mare ha inghiottito interamente Elice e Bura: io dovrei aver paura per un solo misero corpo?

Si naviga sopra due città (due città che conosciamo, il cui ricordo, conservato dagli scrittori, è arrivato fino alla nostra conoscenza: ma quante altre sono state sommerse in altri luoghi, quanti popoli ha inghiottito nelle sue vìscere la terra o il mare!)... e io dovrei rifiutare la mia fine, pur sapendo che io non sono senza fine? Anzi, sapendo che tutte le cose hanno una fine, dovrei aver paura di esalare l'ultimo respiro? 

Seneca, Questioni naturali, VI, 32, 8